23/07/09

PER NOI NON CAMBIA LA GESTIONE DEL TEATRO

Quando inizia una nuova Amministrazione Comunale c’è sempre chi crede di poter avanzare diritti, secondo loro acquisiti, magari non rispettati dalla precedente Amministrazione.
Si potrebbe sintetizzare così il comunicato stampa dell’Associazione Capotrave per quanto riguarda la gestione del Teatro Comunale di Pieve S. Stefano.
Siccome nei comunicati abbiamo letto “IMPRECISIONI”, definiamole così per non usare altri termini, è necessario fissare i punti “ESATTI” delle cose:
1) l’Associazione Capotrave “GODE” di una residenza, chiamiamola anagrafica, presso il Teatro Comunale concessa dalla precedente Amministrazione Bragagni nel periodo 1999-2004, questa fu concessa per dare la possibilità, a detta Associazione, di poter accedere a sostanziosi finanziamenti Provinciali o Regionali che sennò non avrebbero potuto avere, come mai l’Amministrazione Bragagni concesse al Capotrave detta Residenza e non ad altri ?
2) durante i recenti lavori, PARZIALI, fatti nel Palazzo Comunale è stata demolita la scala di emergenza senza prevederne da subito la ricostruzione, rendendo così il Teatro Comunale inagibile al pubblico tanto che si è resa necessaria un’ordinanza di chiusura del Teatro.
3) Nel 2005 l’Amministrazione Palazzeschi stipulava una convenzione per la gestione del Teatro con l’Associazione Capotrave che prevedeva l’utilizzo dello stesso in esclusiva per quest’ultima ed un tariffario, secondo noi oneroso, per altri che avrebbero avuto la necessità di utilizzare tale struttura, inoltre si prevedeva un contributo di € 3.500 annui all’associazione per realizzare una stagione Teatrale.
4) Tale convenzione dava la responsabilità all’Associazione sul corretto utilizzo del Teatro, peraltro inserito nell’unico palazzo storico rimasto a Pieve dopo le distruzioni del Paese durante la II° guerra, questa non contempla la trasformazione di tale struttura a Foresteria o Dormitorio o Ristorante, attività non inserite nelle certificazioni rilasciate dai Vigili del Fuoco ecc. quindi abusive e che espongono, in caso di problemi, proprio il Capotrave a responsabilità che crediamo non sia giusto assegnarle. Inoltre non c’è nessun politico locale che ha definito “Canile” il Teatro, dobbiamo ricordare che l’animale non era singolo, ma sono stati proprio i cittadini di Pieve ad esprimere, all’allora minoranza consiliare, dubbi su tali “Residenze” poco consone, evidentemente dal nostro punto di vista e non dai responsabili dell’Associazione, al valore Istituzionale dell’Immobile.
Veniamo ad oggi, noi crediamo che l’amministrazione Bragagni saprà riconoscere il valore dell’attività svolta dall’associazione Capotrave in ordine alle varie rassegne teatrali, alla scuola di teatro, e, non da ultimo, al fatto che persone di Pieve, grazie alla residenza concessa nel teatro, sono riuscite a inserirsi nella rete teatrale aretina con i risultati che tutti gli riconoscono trasformando un hobby in attività lavorativa.
Dobbiamo, però, suggerire, sia all’Amministrazione Comunale che all’associazione Capotrave, che i tempi sono cambiati, che il Teatro Comunale è inagibile e che quindi non ci potranno essere organizzate rassegne teatrali fino a quando non sarà realizzata la scala antincendio e che soprattutto il Comune dovrà, secondo noi, indirizzare tutte le esigue risorse nel risolvere e nel concludere i cantieri urgenti lasciati aperti e non conclusi dalla precedente Amministrazione Comunale, quindi loculi al cimitero, scuole elementari, palazzo comunale ecc..
Detto questo crediamo che l’amministrazione debba garantire all’associazione capotrave, se tale associazione lo vorrà, una convenzione per la gestione del Teatro adeguata alle sue necessità artistiche e atta a non interrompere quanto di buono è stato fino ad oggi fatto per la scuola di teatro, ma che sicuramente non contenga posizioni di RENDITA che oggi non possono essere garantite a NESSUNO.
Quindi per noi non c’è un’amministrazione che si tira indietro, ma un’associazione che deve solo decidere se:
1) capire e aiutare Pieve per passare questo momento negativo;
2) o che crede “SOLO” nei cosiddetti DIRITTI ACQUISITI.

INSIEME PER PIEVE

5 commenti:

Luca Ricci ha detto...

Caro Claudio,
non avevo mai letto il tuo blog e ti faccio i complimenti. Su molte delle cose che scrivi non sono d'accordo, ma è bello che ci sia un posto dove si possa discutere della politica di Pieve e dove trova spazio anche chi non la pensa come te.
Riguardo alla faccenda del teatro, non si tratta di voler mantenere rendite di posizione. La cosa che mi pare tu non colga è che fare una gestione implica dei costi: tu sai quanto costa un tecnico professionista al giorno? Di solito sono 120 euro lorde. Bene, noi ne abbiamo trovato uno, bravissimo, che solo perché ci vuole bene, viene per oltre 50 giorni all'anno per meno della metà di quella cifra. E' poco, ma non è comunque zero lire (sono circa 3.200 euro all'anno). Sai quanto costa una persona che fa le pulizie? Di solito sono 7 euro all'ora che moltiplicato per 3-4 ore alla settimana, per 11 mesi (d'agosto il teatro è chiuso) significano circa 900 euro all'anno. Sai che le luci che si rompono vanno ricomprate (e costano circa 20 euro l'una), che la carta igienica va comprata, i prodotti per le pulizie vanno comprati, ecc ecc ecc?
Noi non chiediamo alla tua Amministrazione i 30.000 che il Comune di Bucine (circa 4.000 abitanti) investe sul suo teatro, non chiediamo nemmeno i circa 10.000 di Anghiari. E non perché non sarebbe giusto chiederli. Io credo che il nostro lavoro meriterebbe quei soldi, e che la nostra programmazione e le nostre capacità valgono almeno uguale, se non di più, se non altro per le idee nuove che portiamo, di quelli di Bucine. Noi ti chiediamo soltanto di confermarci 4.000 euro. Non mi parlare delle scuole elementari e dei loculi al cimitero. Sappiamo benissimo sia io che te che si tratta di una scusa. Non saranno certo 4.000 euro a far andare fallito il Comune di Pieve, o a impedire la realizzazione dei necessari loculi. Si tratta di una scelta, Claudio. Dì che non la volete fare e io non sarò d'accordo con voi ma vi rispetterò. Ma non prenderci in giro. Sino ad oggi noi abbiamo avuto in mano 4 lire e le abbiamo fatte fruttare 10 volte tanto. Non sono queste, a mio avviso, le rendite di posizione....
Quanto al tema della foresteria all'interno del palazzo comunale ho già detto almeno 10 volte negli ultimi mesi, a te, a chi ti ha preceduto, all'assessore Marzocchi, all'assessore Gradi, che se tutto il problema della foresteria è non sciupare il decoro di un palazzo storico (al di là del fatto che non è che ci portiamo dentro dei delinquenti, ma semplicemente della gente che viene a lavorare duramente), a noi non ce ne importa niente di fare la foresteria lì. Noi possiamo farla in qualunque altro appartamento o casa che il Comune volesse metterci a disposizione. Questa della foresteria non è una cosa che mi invento io: basta leggere l'Atto di indirizzo del piano regionale per la Cultura 2010-2012 per intuire che la Regione dichiara che finanzierà prioritariamente quei progetti che permettono alle compagnie di risiedere gratuitamente e lavorare in luoghi attrezzati. Fare foresteria significa poter chiedere finanziamenti domani, significa fare spettacoli nel nostro teatro senza spendere una lira, oggi, significa anche avere della gente che per 10-15 giorni risiede nel nostro paese, fa acquisti lì, e poi produce dei lavori che girano l'Italia portando dappertutto il nome di un Comune civile com'è quello di Pieve che aiuta così i giovani e la creazione contemporanea. Si può legittimamente dire che non ce ne frega niente di tutto questo, ma non si può negare che questo sia un progetto che ha un suo senso, un suo valore, un suo ritorno d'immagine e di sostanza, e che al nostro Comune non costa quasi niente, se non i costi di elettricità, acqua e metano.
Sul “canile” vorrei chiudere qui la polemica, ma se hai la memoria corta e mi neghi che la tua parte politica ha definito il teatro un canile, ti invito a rileggere il tuo programma elettorale. Ti ripeto, chiudiamola qui...

Marcello Rossi ha detto...

è triste leggere un manifesto giallo appeso sugli spazi per le strade del comune,una iniziativa culturale stroncata dalla nuova amministrazione,kilowat chiude a Pieve, il teatro comunale avrà un vuoto enorme, mi dispiace per Luca Ricci, aveva messo tanta professionalità per far diventare un piccolo paese noto in tutta Italia con il Suo teatro,con Capotrave,con Kilowat, è una vergogna sig. sindaco e tutta la Sua banda, io non dico la Sua nonamministrazione ma dico la Sua incapacità di proiettare un pò di cultura per la crescita di tutti i cittadini a meno che si voglia coltivare l'ignoranza così per altri 20 anni può regnare indisturbato, siete proprio bravi e coerenti, complimenti. Marcello Rossi (quello del castellare)

luca ricci ha detto...

Ma la prossima volta, fai pure la tua polemica politica con Palazzeschi o con chi vorrai tu, ma non tirare in mezzo noi, che con la politica non c'entriamo niente, e abbiamo sempre fatto il nostro lavoro senza pregiudizi di parte, solo per il bene dell'arte e della cultura in generale, senza mai essere i servi di nessuno. Ti giuro che per tutti i ragazzi che per anni hanno sputato il sangue per far funzionare in maniera decente il teatro di Pieve, non è stato carino leggere il tuo programma elettorale. Poi tutto passa, per carità, e non facciamola lunga, ma non è bello negare l'evidenza.
Infine voglio scrivere della chiusura del teatro che avete deciso con un 'ordinanza: è cosa che non mi riguarda, ma siccome conosco le normative – mi permetto di dirlo – meglio di te, ti assicuro che i teatri storici, che sorgono nei centri storici, non hanno i vincoli legati alla necessità di due uscite di sicurezza con maniglione antipanico di almeno 60 cm. l'una, oltre all'ingresso. E' vero che poi ci sono delle commissioni di collaudo che fanno polemica, però nessuna commissione potrà mai negare che sotto i 99 posti basta e avanza una sola uscita di sicurezza di 60 cm. di larghezza, tanto più se si tratta di un teatro storico. Pertanto, in attesa di una scala antincendio, si potrebbe benissimo chiudere la galleria e ridurre la capienza del teatro a 99 posti, continuando a tenere aperto il teatro, senza il minimo problema. Se poi non volete farlo sono fatti vostri, ma dal punto di vista delle norme si tratta di un totale sbaglio.
Per finire (o quasi) ti faccio il quadro dei nostri “lauti” finanziamenti: 4.000 euro dalla Regione col progetto Sipario Aperto per fare la stagione teatrale, 2.000 euro circa dalla Provincia di Arezzo per la stagione teatrale, e circa 1.000 euro di incassi dai biglietti. La stagione è fatta di 8 spettacoli: le locandine costano 1.200 euro, circa 200 le affissioni, 700 euro la Siae, all'incirca 1.000 euro l'uno i 5 spettacoli che abbiamo pagato, senza contare i 3 che hanno risieduto nella famigerata foresteria e che non abbiamo pagato. Come vedi, si tratta di 7.000 euro di entrate finalizzate alla stagione e circa 7.000 euro di uscite. Invece, i soldi che ci venivano dati al Comune coprivano (non del tutto) i soli costi di gestione. Quanto all'esosa cifra di 60 euro al giorno (per 8 ore) + eventuali 60 euro di tecnico, che costava il teatro di Pieve io non ti rispondo neanche perché mi vergogno per te. Nessuno critica che un campo da tennis, un campo da calcio, una palestra abbiamo un costo ben superiore a questo. Però, pagare per un teatro: che oscenità, vero? E comunque, per tua informazione, in questi anni non c'è scuola, archivio dei diari, banda, associazione locale che abbia pagato una lira per stare in teatro, visto che tutte sono state patrocinate dal Comune che ci ha fatto dare loro il teatro in ordine, pulito, con tutti i fari funzionanti e col tecnico presente per 8 ore al giorno, se non più. In 4 anni di gestione avremo avuto sì e no 7-8 giornate di teatro preso a pagamento, quasi sempre dai partiti politici. E basta.
Massimo rispetto per il tuo ruolo, e mi auguro che troveremo il modo di lavorare insieme, ma non venirmi a parlare di rendite di posizione, per favore. Noi siamo stati al servizio della precedente Amministrazione, come vorremmo esserlo di questa, facendo il lavoro che sappiamo fare, con la serietà, l'onestà, il coraggio, la trasparenza e la pulizia che ci hanno sempre contraddistinto.
Luca Ricci

claudio ha detto...

Calma........
Io non mi sostituisco a nessun tecnico nelle decisioni, posso però affermare che il Teatro Comunale NON è agibile perchè manca della scala di emergenza demolita e non ricostruita.
Non sono mai stato affascinato da coloro che sanno tutto "meglio degli altri".
Luca io mi aspettavo che tu riconoscessi il fatto che quando, anni fa, fini l'esperienza Antiche Prigioni FU IL SOTTOSCRITTO che vi diede una mano per avere la residenza presso il teatro,
MA SI SA LA RICONOSCENZA ALCUNI LA MISURANO SOLO IN €URI, NOI ORA DI EURI PER PAGARE LA RICONOSCENZA NON NE ABBIAMO.
Luca sono a tua disposizione per superare ogni INCOMPRENSIONE, la nostra "banda", come la definisce qualcuno, è a disposizione per coltivare la cultura anche al Castellare.

luka ha detto...

NB. infine una risposta a Marcello, anche se la sua faziosita' (addirittura superiore alla mia....) non lo meriterebbe.
Nessuna chiusura a Kilowatt (con due T), rassegna teatrale valtiberina che nulla ha a che vedere con il Teatro comunale, gestito dalla Compagnia del Capotrave.
E' talmente una bufala la tua come dimostra la serata di Kilowatt che si è tenuta a Pieve lo scorso 28 Luglio (e per la quale, anche in questo caso.... chi ci ha preceduto non aveva formalizzato gli impegni economici promessi a voce).
Nessun ostracismo al Capotrave ne, tantomeno a Kilowatt denl quale colgo l'occasione per ricordare il notevole successo di critica e di pubblico raggiunto in questa edizione 2009 che per me segna la definitiva consacrazione come manifestazione teatrale di punta della Provincia di Arezzo.