La partita delle multe sulla E45 non è stata solo deleteria, perché ha fatto votare questo Consiglio Comunale dei bilanci dove non c’erano delle entrate certe e quindi, bilanci con evidente buco iniziale, ma quelle cifre iscritte a Bilancio Preventivo e poi iscritte a Bilancio Consuntivo, quindi date per accertate, non sono state mai incassate.
Il risultato finale è stato che i bilanci del Comune di Pieve Santo Stefano sono stati costruiti per circa settecentocinquantamila euro in entrate non certe, ma ancora da fare e quando siamo arrivati in fondo, si è capito che si è incassato effettivamente quattrocentosessantacinquemila euro e di questa somma, 150 circa, li ha presi sicuramente la ditta che ha svolto il servizio. La ditta ha incassato tutte le foto fatte, mentre il Comune non ha incassato le multe emesse.
Anche per giustizia, questa Amministrazione si è trovata nel 2009 a riprendere tutte le multe fatte e non riscosse, perché la precedente Amministrazione non perseguiva chi non pagava e quindi noi ci siamo affrettati ad emettere un nuovo ruolo supplettivo, per intimare a chi non aveva pagato le multe ed il risultato è stato veramente scarso, perché la logica della multa messa a Bilancio Preventivo di trecentottanta mila euro votato in questo Consiglio Comunale dà il risultato che per incassare questa cifra ne dovevamo accertare almeno settecentomila euro.
Questo è il risultato delle multe.
L’aver iniziato a drogare il Bilancio di questo Comune con previsioni aleatorie, con incassi non veritieri, ma solo perché si scattavano le foto delle multe e si faceva la somma delle multe inviate e poi dopo non si è perseguito gli incassi, è stato drammatico e questo si evidenzia anche dalle relazioni della Corte dei Conti, dove si nota che il Bilancio del Comune di Pieve era in disavanzo già dal 2007.
Gli incassi avuti nel 2007 non coprivano le spese sostenute già da quella data per circa settanta mila euro, questo è come se in una famiglia ho entrate di 1.000 euro mensili, però ne spendo 1.100 tutti i mesi ed a un certo punto la famiglia si trova con 500 euro in meno nel conto corrente; il Comune di Pieve ha fatto un operazione di questo tipo.
Quando è arrivata l’Amministrazione Bragagni si è trovata in una condizione debitoria e per ridare certezza a questo Bilancio ed avere i numeri reali ha dovuto fare un’operazione semplice: restringere i cinque bilanci in una colonna sola, verificare le entrate dichiarate, poi verificare quelle certe e ci siamo resi conto che questo Comune partiva dal 1° gennaio di ogni anno a meno 550000 €, questa è l’eredità, noi sono tre bilanci che operiamo con entrate straordinarie, che sono quelle delle vendite dei beni, perché la legge non ci dà la possibilità di fare altro, se non quello e con grande dispiacere nei confronti dei nostri cittadini, di dover incrementare tutte le entrate tributarie; i cittadini sanno che abbiamo dovuto pareggiare i conti della nettezza urbana ed anche in molti altri settori, con nostro dispiacere.
Ho partecipato in altre due Amministrazioni Bragagni e prima non abbiamo chiesto niente ai cittadini di Pieve, perché la stabilità di bilancio era garantita.
Se per anni abbiamo avuto un buon regime di Bilancio senza aumentare le tasse, perché ora dopo la passata Amministrazione siamo costretti ad aumentare le tariffe? Questo solo perché sono mancate le entrate correnti e sulle multe”.
Marcelli si augura di non tornare più a parlare di questo argomento, perché la vicenda delle multe è stata la vicenda che ha messo in difficoltà il Comune.
Già Bragagni, in Consiglio come Gruppo di minoranza nel 2009, fece presente che ci sarebbe stata la cessazione di questo modo di operare con gli autovelox da parte della Prefettura di Arezzo ed infatti, poco dopo, ci fu il divieto d’installare queste macchinette, mettendo in seria difficoltà economica vari Comuni anche in Valtiberina.
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