Il sindaco di Pieve, imprenditore di chiara fama e ormai consolidato simbolo delle istituzioni, dato che con quella attuale è - giunto alla quinta legislatura da "timoniere" del Paese dei Diari -, approfitta dell'incontro con la stampa di inizio anno, organizzato assieme allacon sua giunta e al suo gruppo di maggioranza, per esternare su tante cose. Togliendosi anche qualche
sassolino dalle scarpe e buttando là proposte destinate a far parlare di sé. Da cosa cominciamo signor sindaco?
"Dai numeri, quelli non mentono mai. E per Pieve sono numeri importanti. Nel 2011 appena chiuso abbiamo mosso finanziamenti per circa 2 milioni di euro. Ci sono opere già realizzate, altre in fase di ultimazione, come l'ampliamento della scuola materna e del cimitero, altre ancora prossime al via come l'adeguamento sismico delle scuole medie e della Rsa. Poi ce ne sono di prossime verso all'appalto comec'è la sistemazione di Palazzo Pretorio, e infine quellementre in attesa di erogazione, nella fattispecie per l'adeguamento dell'area mercato di Ppiazza Fanfani e di via Michelangelo. Tanta roba per un comune di poco più di 3000tremila anime".
A proposito, il movimento demografico che oscillazioni ha a Pieve? "E' negativo, come del resto in tutti i comuni della Valtiberina, Sansepolcro escluso. Ricordo che quando cominciai a fare il sindaco, negli anni '80, eravamo circa 3500 abitanti. Adesso siamo attestati a 3100 unità".
Altri traguardi centrati nell'anno vecchio?
"Abbiamo riscosso ben 150.00mila0 euro di oneri di urbanizzazione, abbiamo messo mano a 176 pratiche urbanistiche, si è andati al recupero funzionale dei prefabbricati che sono serviti per anni come sede provvisoria delle scuole. Prefabbricati messi adesso al servizio del rilancio sociale delle frazioni e delle associazioni del territorio. E' stata terminata la ristrutturazione del teatro comunale. Stiamo proseguendo nell'opera di digitalizzazione dell'archivio diaristico, la cui prossima edizione sarà interamente dedicata alla memoria di Saverio Tutino".
Stando ai numeri, avete un bel rapporto con l'attività amministrativa. Meno buono, magari, avete il rapporto con le opposizioni. "Diciamo che c'è un clima di grande freddo e mi fermo qui".
Il grande freddo l'avete anche con il resto della vallata, dato che avete detto no all'Unione dei Comuni.
"E' stata una scelta meditata e condivisa. Non ci andava di far parte di un'entità che si propone come fotocopia della disciolta Comunità Montana e che, per noi, ha a tutt'oggi aspetti poco chiari nel suo funzionamento e nelle sue potenzialità".
Ma è una scelta definitiva la vostra? "Tutto può essere riesaminato e rivisto, a patto che ci siano chiarezza e percorsi lineari fatti per l'esclusivo interesse del territorio".
Già che siamo in tema di revisioni, la sua datata posizione in merito all'acqua pubblica sembra che nel tempo abbia fatto nuovi adepti. "Già, lo vedo. Allora però ero il solo a sostenere certe posizioni e a criticare avventure pericolose che si sono rivelate fallimentari per la Valtiberina. Mi etichettarono come eretico, anche coloro che oggi cavalcano con vigore quelle mie scelte originarie".
Parlare di acqua significa parlare anche di Montedoglio.
"E qui occorre essere chiari e decisi. Montedoglio sta in Valtiberina e per larga parte nel territorio di Pieve. Ebbene, la vallata e il nostro comune devono rivendicare un ruolo forte nella gestione dell'invaso. Non vorrei che il futuro Cda del nuovo ente veda premiate figure che con la Valtiberina non c'entrano nulla e che magari sono scelte perché imposte da qualche partito".
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