23/11/11

il Pensiero Flebile del Franceschetti sull'Unione dei COMUNI

Una volta un amico mi chiese cos'è il pensiero flebile.
È una domanda che ammette infinite risposte, quindi nessuna.
Procediamo allora per approssimazioni.
Qualche volta capita di illuminare un aspetto della realtà con un pensiero e di scoprire risvolti e contorni nascosti.
Per un attimo il mondo si ferma e si lascia contemplare.
Ma è solo un attimo.


Ecco, il pensiero flebile è ciò che viene prima e ciò che resta di quell'attimo. Il pensiero flebile è per sua natura inconsistente. Non consente di edificare una teoria o di alimantare discussioni. E' piuttosto uno stile di approccio alla realtà che si basa su una condivisione amicale, che si propone come un segno di complicità. Non esistono esempi di pensiero flebile (nessuno riesce a ricordarli abbastanza per trascriverli e comunque, una volta trascritti, non sarebbero più pensiero). Esistono però somiglianza di famiglia tra i pensieri flebili che consentono di riconoscerli immediatamente.
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Amici ho trovato questa descrizione sul "Pensiero Flebile" e subito ci ho riconosciuto, per impostazione semantica, l'intervento dato alla stampa dalla minoranza consiliare e quindi scritto dal sig. Franceschetti.
Vi si riconosce infatti tutti gli aspetti del Pensiero Flebile sia nella premessa, sia nel corpo che nelle conclusioni di tale scritto, tanto lungo (ne chiede addirittura scusa), quanto vuoto nel suo spiegare l'oggetto della discussione. Lasciando scorrere la lettura ci si accorge che la fa da padrone la retorica della "vittima" del sopruso del potere, voler infatti ancora ricordare il "Flebile" motivo per il quale ancora oggi si dichiarano impossibilitati nel partecipare ai Consigli Comunali, rende ancor più immotivata la loro rappresentativa assenza da questa assise, assenza che credo ormai sia per lo più dettata dal fatto che non riescono ad ammettere, ai loro elettori, che "hanno letto male il comunicato incriminato" e che lo hanno interpretato "peggio", non tenendo ancora in considerazione le ormai infinite volte durante le quali il sottoscritto ha spiegato la loro "incapacita amministrativa" mai tradotta in ladrocinio.
il massimo del pensiero flebile viene leggendo il tentativo di voler legare il loro voto contrapposto al nostro ad uno slogan "se non fuori dalla logica, di sicuro fuori dal tempo", a tale sintetico slogan sarebbe facile rispondere che invece, la decisione presa dalla Giunta Comunale, questa sì carica di pensieri profondi e motivati, non era facile da assumersi tale responsabilita', è proprio "di Questo Tempo" , tempo di scacrifici e di riscatto.
Che dire poi dell'abuso delle parole "responsabili, riferimento, sintonia, ecc.", parole buttate là tanto per coprire il vuoto di idee, la non idea su da farsi, il tutto condito, ancora oggi, con il tentativo di cercare di iscriverci al Centrodestra o al Centrosinistra senza ancora capire che la Giunta Bragagni lavora per i suoi concittadini tutti, forse è proprio questo che "spiazza"  la minoranza consiliare, minoranza che forse in passato tanto autonoma non lo è stata

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