Un giorno Franceschini va in aeroporto. Un signore lo ferma e gli fa: Onorevole, io non vi voto da anni. Ma se cacciate Berlusconi, giuro che torno a votarvi.
Il povero Dario ha abbozzato: Grazie grazie. Ce la metteremo tutta. Quindi, con un sorriso amaro sulla faccia, commentava: Se sono tutti come quel signore, siamo messi bene….
Vi ho voluto raccontare questa storiella perché mi pare insegni tre cose:
1) l’anti-berlusconismo può essere forte come una religione, ma non è detto che si traduca in voti. Ergo, da un punto di vista democratico-elettorale, a volte è inutile.
2) agli anti-berlusconiani di ferro non importa un fico secco di cosa il Pd propone, di quale idea di società abbia, di come pensa di migliorare la vita loro e di tutti. importa solo una cosa: che cacci il Caimano. Ergo, non si affannassero, i democratici, a proporre idee "de sinistra", tanto a quelli non importa.
3) per le due ragioni appena dette, se il Pd vuole diventare maggioranza, e quindi convincere persone ad andare a votare per lui, dovrebbe fare una sola cosa: dimenticarsi di Berlusconi e di questi elettori, non porsi nemmeno il problema di cacciarlo o no e parlare a quelli che vogliono tenersi Berlusconi. Sì sì. A quelli lì. Magari, se li convince, quelli a votare ci vanno. Mal che vada, non cambia niente (tanto gli altri non lo votano, aspettano che il Caiamano sia cacciato)
Ovviamente, siccome la logica in politica è persino inferiore al coraggio (che è a livelli minimi), non succederà nulla di tutto questo.
Il Pd continuerà ad avere come unica ragione di esistenza quella di cacciare Berlusconi.
Non riuscirà a farlo perché è in minoranza.
Non diventerà maggioranza per i motivi detti (vedi il signore dell’aereoporto).
E Berlusconi resterà al suo posto.
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